STORIA DELLE AFFETTATRICI A VOLANO

La storia di Wilhemus A. Van Berkel inventore della prima affettatrice a volano

 

Le condizioni sociali in olanda alla fine dell´ottocento andavano sempre più migliorando, e le classi lavoratrici che stavano ottenendo un certo grado di prosperità, non si accontentavano più di mangiare pane e formaggio. Mentre dall´altra parte si trovavano macellai che facevano un enorme fatica a gestire un coltello di 16 centimetri dalla mattina alle sette alla sera alle undici. WilhemusAdrianus Van berkel,perseguì con costanza il sistema di affettare salumi e carni con un dispositivo meccanico.


Durante la sua ricerca vide macchinari di altri inventori che come lui avevano concepito tale idea ,ed avevano già messo a punto dispositivi a tale scopo. Tuttavia queste costruzioni ingegnose che fossero (coltelli aspirale, o ellittici)erano ben lontane dal poter essere trasformate in praticità. Van Berkel sviluppò un coltello circolare concavo ed un carrello che automaticamente avanzava verso lo stesso coltello.
Questa è una descrizione molto sommaria del “trucco del mestiere” scoperto da un macellaio che nel suo tempo libero era alla ricerca di una soluzione, in maniera così ossessiva. Iniziò la sua vita, lavorativa in un quartiere popolare nei sobborghi di Breda, alle dipendenze dello zio, all´età di quattordici anni. Wilhemus era un ragazzo molto energico , intraprendente e determinato, vedremo infatti che a forza di duro lavoro e impegno instancabile si fece strada sino a trasformarsi da macellaio insignificante ad imprenditore di successo mondiale. Fu parsimonioso e lavorò sodo sin dal principio,contribuì all´organizzazione del suo negozio imparando subito il lavoro alla perfezione ma era anche un intelligente uomo di affari.


Un giorno comprò il lardo da tutti i macellai della città rivendendolo con un profitto bassissimo, attirando nella sua bottega tanti nuovi clienti che ben presto divennero abituali . Fin da bambino ebbe il meraviglioso dono di saper leggere disegni tecnici , era sempre stato appassionato di artigianato e meccanica.Questa passione gli venne trasmessa da amici, dipendenti delle ferrovie che da tempo avevano a che fare con la meccanica delle locomotive . Più tardi questa sua passione per le cose tecniche prese una piega più utile e pratica. Tutti gli anni a natale era solito allestire le vetrine del suo negozio con statuine di porcellini e coltelli in miniatura creati da lui stesso artigianalmente, con ferro e stagno. Una volta portato la sua azienda alla prosperità Wilhemus, diventò sempre più posseduto dall´idea di creare una macchina automatica per affettare salumi , il pensiero lo ossessionava . Lasciò gestire il lavoro della macelleria ai suoi fratelli, e si dedicò quasi a tempo pieno allo sviluppo di tale dispositivo.

                        

Non fece le cose a metà, andò da un fabbro amico per farsi più dimestichezza con le lavorazioni meccaniche ed alla sera sviluppò nel retro del suo negozio innumerevoli disegni atti a raffigurare il funzionamento della sua affettatrice, per alcuni anni sacrificò il suo riposo, spesso lavorò per molte notti consecutive, sacrificò molti pezzi di carne e di salume per vedere se la sua macchina funzionava. Ci furono momenti in cui fracassò tuto il meccanismo con una mazza per poi ricominciare dal principio. Alla fine grazie all´intuizione della lama circolare concava e del piatto mobile riuscì a costruire un geniale dispositivo , che nella sua macelleria si dimostrò utile e funzionale. Se Berkel non fosse stato un uomo di ampie visioni si sarebbe fermato qua , invece pensò subito a trasformare la sua invenzione in macchina per l´utilizzo di massa e depositò il brevetto.

Già in precedenza per reali esigenze di costruzione aveva avuto rapporti con l´officina di forgiatura di LJsbergen al fine di ottenere alcune parti in ferro per la realizzazione della sua affettatrice. Questa era una piccola fabbrica dove venivano costruite macchine per stampa tipografica, che tuttavia stava cercando di produrre altre tipologie di macchinari perché era venuta in conflitto con i brevetti Linotype statunitensi , anche loro produttori di macchine per tipografia. Wilhemus vide in questa piccola azienda la possibilità di costruire le sue affettatrici.

Van Berkel pensò di avvicinare il proprietario JCN cercando di suscitare in lui l´interesse per produrre la sua macchina affettatrice, però, era un uomo d´affari troppo prudente per fare questo. Una sera a lavoro finito vide l´esodo degli operai dalla fabbrica e chiese informazioni ad uno dei dipendenti , che gli confidò che la ditta stava per essere senza lavoro. Alla fine dopo vari tentativi Berkel riuscì a convincere il vecchio Nijgh ad entrare in affari con lui, il risultato fu che il 12 ottobre 1898 venne fondata una società commerciale per la produzione delle affettatrici Van Berkel, con Van Berkel come amministratore delegato e J.C. Nijgh, P.J.VanOmmeren e P.A. Dijxhoorn come amministratori. Jhr O. Reuchilin fu uno dei fondatori ma non amministratore.



W.A.Van Berkel era prevalentemente un uomo pratico con una visione tecnica fenomenale, ma era anche un uomo d´affari che si era messo in testa di sfruttare la sua invenzione al massimo, però non avrebbe potuto fare tutto da solo , lui era un ottimo macellaio e al tempo stesso un venditore intelligente, promotore di successo ma il direttore di una fabbrica doveva avere altre carte nel suo mazzo. Ebbe la fortuna di trovare una guida eccellente in Van Ommeren capace uomo di affari in grado di promuovere interessi di grandi ditte.

La prima relazione annuale di vendita della società Van Berkel è datata 30 giugno 1899 la società consegnò: 76 affettatrici del tipo A , 5 speciali affettatrici del tipo C, e 3 affettatici piccole modello B. I profitti erano di 2372 fiorini per un dividendo del 3,5% tuttavia ci furono molte difficoltà quando le macchine inizialmente vennero introdotte nelle attività commerciali . I dipendenti delle macellerie vedevano l´affettatrice, come una minaccia alle loro ore di manodopera, molte volte infatti Van Berkel dovette combattere contro il sospetto, l´incomprensione, il sabotaggio e l´ignoranza, dovette lavorare incessantemente nel corso di questo primo periodo della società, per perfezionare la macchina e continuare la produzione.

Andò sulla strada e fece sapere a tutti, che aveva una grande esperienza nel commercio e che egli stesso era stato in piedi dietro al bancone, anno dopo anno, con il coltello in mano ed abilmente dimostrò i buoni risultati che potevano essere raggiunti con la sua invenzione. Si rivolse a tutti i macellai e assicurò loro che l´affettatrice non avrebbe creato disoccupazione ma al contrario avrebbe aumentato le vendite a tal punto che essi avrebbero avuto bisogno di altro personale.



La sua lungimiranza e spirito commerciale subito dopo la fondazione della società, lo portarono a cercare mercati esteri e fece numerosi viaggi in tutto il mondo. In quei primi anni le vendite non andarono comunque come ci si aspettava,il mercato olandese si saturò molto velocemente, anche perchè le affettatrici erano tutt´altro che a buon mercato e la vendita nei paesi stranieri non stava facendo molti progressi.

Era solo questione di tempo,dopo due o tre anni la domanda del prodotto cominciò ad aumentare a tal punto che nel corso dell´anno finanziario1902/1903 vennero vendute 600 macchine in più rispetto l´anno precedente.

Da questo momento in poi l´ascesa fu continua, in una relazione annuale Berkel scrive:”siamo lieti di affermare che la nostra società ha ormai superato le difficoltà iniziali, ed ha dei rappresentanti energici ed affidabili al suo servizio”. Le macchine per affettare salumi, erano ormai in tutto il mondo, il colosso Berkel superò brillantemente anche la crisi della prima guerra mondiale, anzi, nella fabbrica di Rotterdam si cominciarono a costruire torni ed aeroplani per conto del governo olandese.




“Foto e informazioni tratte e tradotte dal libro “50 anni di storia Berkel 1898/1948 di nostra proprietà.”